Il genere Salvia
comprende diverse specie di piante odorose appartenenti alla
famiglia delle Lamiacee, la stessa famiglia del timo e
della menta.
La specie più nota, largamente
usata in cucina, è la Salvia officinalis (la salvia
in senso stretto).
Altre specie hanno applicazione
nell'alimentazione o in erboristeria. Alcune specie (in
particolare Salvia divinorum) contengono sostanze
allucinogene. Infine, molte specie hanno usi ornamentali: tra
queste la più nota è la Salvia splendens, anche se la
stessa Salvia officinalis trova impiego per scopo
ornamentale.
La Salvia viene
usata in cucina come pianta aromatica,
eccita la secrezione gastrica, protegge il fegato, balsamica e
stimolante.
Si abbina con pesce - brodi - fegato -
frittelle.
Note Storiche:
La Salvia è stata tenuta in grande
considerazione fin dai tempi più antichi; la sua efficacia era
ritenuta estremamente valida dalla Scuola Medica di Salerno, che
denominava questa pianta Salvia salvatrix. Tutte le specie di
Salvia sono estremamente aromatiche e la officinalis è
importante anche dal punto di vista culinario. L'origine del
nome Salvia deriva dal latino salus, salute, con riferimento
alle riconosciute proprietà curative e medicamentose di questa
Labiata. La Salvia ha mantenuto, con lo scorrere del tempo,
inalterata la sua reputazione: infatti, ancora oggi, si usa per
aromatizzare le vivande, per proteggere indumenti e tessuti
dalle tarme negli armadi, come cura di bellezza e per vincere i
malesseri. E' efficace, si dice, per curare stati di malinconia
e calmare le crisi di asma. Il suo profumo intenso e il suo
gusto sono invitanti, però non bisogna abusarne, perché la
Salvia contiene le stesse sostanze tossiche dell'assenzio, ed è
perciò controindicata ai temperamenti sanguigni e ipertesi.